Assegno di mantenimento: il giudice non è vincolato dalle dichiarazioni fiscali

Secondo la Cassazione, le dichiarazioni fiscali non vincolano il giudice nel determinare l’assegno di mantenimento: contano le prove concrete delle reali disponibilità economiche.

13 Ottobre 2025


Nel determinare l’importo dell’assegno di mantenimento, il giudice non deve limitarsi ai redditi dichiarati al fisco.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione (1), chiarendo che le dichiarazioni fiscali hanno solo valore tributario e non vincolano il giudice civile.

Il Caso

L’ex marito dichiarava un reddito annuo di poco superiore a 1.000 euro. Una cifra evidentemente incompatibile con il tenore di vita mantenuto, le spese sostenute e la quota (40%) posseduta in una società di famiglia.
La Corte d’appello di Milano, e poi la Cassazione, hanno ritenuto che quelle dichiarazioni non riflettessero la reale situazione patrimoniale.

Cosa deve fare il giudice?

Il giudice, infatti, può basarsi su altri elementi:
📌 spese sostenute,
📌 disponibilità sui conti correnti,
📌 stile di vita,
📌 partecipazioni societarie,
📌 e ogni altro indizio idoneo a ricostruire la capacità economica effettiva.

La Decisione della Corte

Secondo la Suprema Corte, le dichiarazioni dei redditi hanno “una funzione tipicamente fiscale” e non riflettono necessariamente la reale disponibilità economica. Pertanto, applicando la legge (2), il giudice può fondare il suo convincimento su presunzioni gravi, precise e concordanti, ricostruendo la capacità patrimoniale effettiva.

Perchè è importante

Conoscere questa sentenza è importante perché ribadisce un principio di grande impatto pratico: nelle cause di separazione o divorzio, non basta presentare la dichiarazione dei redditi per dimostrare la propria situazione economica. Il giudice può — e deve — guardare oltre i numeri formali, valutando il tenore di vita reale, le spese sostenute, il patrimonio e le prove indirette che rivelano la capacità economica effettiva.Questo orientamento tutela:

In sostanza, la Cassazione ricorda che la giustizia familiare non si ferma ai modelli fiscali, ma mira a una valutazione concreta e sostanziale dell’equilibrio economico tra le parti.

🔍 Ricorda: non basta presentare un 730 “magro” per ridurre l’assegno, se il tenore di vita racconta un’altra storia.

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NOTE
  1. Corte di Cassazione ord. 25558/2025 del 18 settembre 2025
  2. ai sensi degli artt. 115 c.p.c., 2727 e 2729 c.c

Andrea Borsani Ho sempre creduto che ognuno possa fare la sua parte per migliorare le cose. Nel mio piccolo, voglio rendere l’esperienza giuridica semplice. Per questo, con i clienti ho un approccio da “amichevole avvocato di quartiere” e ho dato vita al progetto Simplius.

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