Un giorno, il signor Tizio, dipendente pubblico presso un ente, si presenta al nostro studio lamentando di svolgere compiti di maggiore responsabilità rispetto a quelli per i quali era stato assunto. Il Nostro è un cantoniere ma da anni, oltre a svolgere i soliti compiti previsti dall’inquadramento, su richiesta del datore coordina gli altri colleghi, ne registra le presenze in servizio e ne verbalizza gli interventi sulle strade di proprietà dell’ente. In sostanza, è utilizzato come caposquadra tra i cantonieri.
Perciò ci chiede: “È un’assegnazione corretta? E soprattutto, ho diritto a qualche sorta di indennizzo?”.
Prima di continuare, è necessario spiegare un po’ di cose. Il cosiddetto inquadramento contrattuale è il ruolo attribuito al dipendente al momento dell’assunzione. Consiste nella chiara indicazione delle mansioni che questi deve svolgere, ed è necessario anche a stabilirne la retribuzione mensile. Inoltre bisogna sapere che ruoli, compiti e salario sono definiti all’interno delle categorie o livelli previsti dai contratti collettivi di categoria.
Tornando al signor Tizio, gli spieghiamo subito che lo svolgimento di compiti superiori non è un fatto raro. Queste situazioni accadono spesso negli ambienti di lavoro, sia nei rapporti privati che nel pubblico impiego. Quindi lo tranquillizziamo dicendogli che, in questi casi, ricorre la nostra Costituzione, la quale stabilisce che ogni lavoratore deve ricevere una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato. In sostanza, la busta paga deve essere calcolata sulla base dei compiti effettivamente svolti, secondo le tabelle salariali indicate nei contratti collettivi di categoria. Questo a prescindere dall’inquadramento riportato nel contratto di lavoro.
Andiamo per esempi. Se vieni assunto come magazziniere ma il datore ti ha assegnato compiti di addetto alle vendite, dovrai essere promosso e pagato come tale, se per un periodo lungo e costante hai svolto quelle mansioni.
Mentre, se vieni assunto in un ente come custode e svolgi compiti di impiegato amministrativo, potrai ottenere le sole differenze retributive tra i due profili, ma resterai inquadrato sempre come custode. Questo avviene perché nei rapporti di lavoro privati lo svolgimento di mansioni superiori dà diritto sia alla promozione sia alle differenze retributive, mentre nel pubblico impiego spettano solo queste ultime. Nel pubblico impiego, la promozione si può ottenere solo vincendo un concorso.
Dopo aver spiegato tutto ciò al nostro assistito, dobbiamo dimostrarne l’assunzione della responsabilità, la continuità e l’autonomia nello svolgimento dei compiti di capo cantoniere, secondo le previsioni del contratto collettivo. Dunque presentiamo il caso al Tribunale di Cosenza, attraverso il deposito di un ricorso che rappresenta la storia lavorativa del signor Tizio e le prove a conforto della richiesta.
È sempre necessario che il lavoratore dimostri lo svolgimento di mansioni superiori, soprattutto con la prova testimoniale. Nel nostro caso, i testimoni ammessi e ascoltati dal giudice confermano la ricostruzione dei fatti, la durata e i compiti da caposquadra effettivamente svolti dal signor Tizio.
Il Tribunale di Cosenza, alla conclusione del processo2 ha accertato lo svolgimento di mansioni di capo cantoniere da parte del signor Tizio, con condanna dell’ente al pagamento delle differenze retributive tra quanto percepito e quanto previsto dalla categoria superiore.
In particolare, il giudice ha innanzitutto ricordato che nel pubblico impiego esiste il principio secondo cui l’esercizio di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dell’inquadramento del lavoratore. Successivamente ha richiamato la sentenza della Suprema Corte di Cassazione la quale, a Sezioni Unite, ha chiarito che in ogni caso, in applicazione del principio costituzionale della giusta retribuzione, il lavoratore ha sempre diritto alla differenza di trattamento economico.
Dopo la sentenza, felici e soddisfatti, ci congratuliamo con il signor Tizio e gli stringiamo la mano. È una stretta, la sua, gentile ma decisa. È quella di un lavoratore che conosce fatica e responsabilità di un ruolo che ha sempre svolto con diligenza, nonostante tutte le incongruenze. Aveva subito un torto e insieme abbiamo rimediato. Insieme, nel nostro piccolo, abbiamo reso migliore questa circoscritta porzione di mondo.
