
Sono avvocato per vocazione.
Da bambino, ispirato dai miei eroi dei fumetti, sentivo il bisogno di contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Pensavo che un bel modo fosse difendere chi subiva torti. Lo penso tutt’ora.
Perciò mi sento a mio agio nell’esercitare la professione. Credo che nessun’altra mi regalerebbe le stesse soddisfazioni. Né alimenterebbe ugualmente la voglia di migliorarmi. Se ripenso a quando ero piccolo, mi torna in mente la lezione di Spider-Man: «da grandi poteri derivano grandi responsabilità». Qualcuno dirà che sono parole a effetto, scritte per far presa su giovani lettori dalle idee acerbe. Eppure, gli anni passavano e il senso profondo di quelle parole radicava nella mia mente.
Non essendo figlio di professionisti “con lo studio avviato”, dopo l’università mi sono dato da fare per crearmi quei poteri che mi avrebbero permesso di fare la mia parte.
Ho mosso i primi passi nell’ambiente legale da freelance, redigendo atti per gli studi legali della città. Contemporaneamente prestavo assistenza per le categorie più deboli. Infine trovavo il modo di incastrare collaborazioni con alcune cattedre dell’Università della Calabria.
Per tornare ai miei cari fumetti, mi sentivo una sorta di “amichevole avvocato di quartiere”.
Negli anni della gavetta non ho solo “imparato il mestiere”. Ho anche conosciuto molti, nuovi e affascinanti aspetti della professione. Ma la rivelazione più grande riguardava me stesso: ha scoperto i miei talenti e i miei punti deboli. E con tenacia, da allora, lavoro su entrambi, per rafforzare i primi e ridurre i secondi.
Se la mia visione è un mondo migliore, la mia missione è rendere l’esperienza giuridica semplice.
E la compio attraverso una comunicazione diretta, senza filtri, tecnicismi o formalismi rigidi.
Ho passato tante notti insonni a lavorare ai miei casi. Ma la fiducia di chi ha riposto in me la sua speranza e il sorriso del cliente che si è lasciato alle spalle un problema mi hanno sempre restituito le energie per continuare a fare il mio lavoro sempre meglio.
Anche perché se, da un lato, diventare un punto di riferimento nella vita di alcune persone è una cosa che riempie d’orgoglio, dall’altro è una “grande responsabilità”.
È per questo che imposto le relazioni con le controparti - mai avversari ma contraddittori - come confronti. Per me sono preziose occasioni di crescita culturale, maturate ancora di più nell’esperienza di Consigliere dell’Ordine del Foro di Cosenza, ruolo che copro da oltre un mandato.
Non inseguo il successo. Faccio il lavoro che amo e sono felice.
Aristotele diceva che non agiamo bene perché possediamo virtù ed eccellenza. Piuttosto acquisiamo queste due doti quando agiamo correttamente. Siamo ciò che facciamo ripetutamente. Eccellenza, allora, non è un atto, ma un’abitudine. Me lo ripeto continuamente.
Finora ho parlato dell’avvocato Borsani. Cosa potrei dire della persona, di Andrea? Solo due cose: amo la mia famiglia, che è il mio centro di gravità permanente. Mi piace leggere e adoro lo sport, che pratico con impegno e costanza.
La mia speranza? Continuare a crescere come professionista. Per farlo, ho iniziato a differenziare la mia attività, sfruttando le opportunità di Internet con lo scopo di offrire un servizio sempre più ampio e utile, nel suo piccolo, a cambiare il mondo, rendendolo più Simplius.
